Per molti prendere un aereo è ormai è un gesto abituale. Tra i controlli di sicurezza, i possibili ritardi e il rischio di smarrire il bagaglio, viaggiare comporta inevitabilmente qualche imprevisto. Per altri, però, volare è tutt’altro che un’esperienza tranquilla: può trasformarsi in una vera e propria fonte di paura e angoscia. Secondo la Cleveland Clinic, oltre 25 milioni di adulti negli Stati Uniti soffrono di aerofobia, la paura che può manifestarsi con sintomi come ansia, attacchi di panico, vertigini, nausea e palpitazioni.
Lo psichiatra Sam Zand, amministratore delegato di Anywhere Clinic, segue numerosi pazienti che soffrono di questa fobia e osserva come, nella maggior parte dei casi, risalire alla sua origine non sia semplice. «Raramente qualcuno arriva sapendo esattamente perché ha paura di volare», racconta. Se le cause possono essere difficili da identificare, le conseguenze sono invece evidenti: alcune persone arrivano a rinunciare del tutto agli spostamenti in aereo, privandosi della possibilità di raggiungere mete lontane per una vacanza o di partire per importanti impegni professionali.
Per chi sceglie comunque di salire a bordo, i momenti più difficili da affrontare sono spesso il decollo, l’atterraggio e, soprattutto, le turbolenze. Le oscillazioni improvvise dell’aereo possono intensificare la risposta dell’organismo allo stress, provocando reazioni particolarmente forti in chi soffre di aerofobia. Esiste, tuttavia, un semplice accorgimento che può contribuire a rendere il viaggio più confortevole: scegliere con attenzione il posto a sedere. Una soluzione che, secondo esperti del settore aeronautico e viaggiatori abituali, può aiutare a vivere il volo con maggiore tranquillità.
Sebbene le turbolenze possano verificarsi in qualsiasi momento e siano avvertite da tutti i passeggeri, chi siede nella parte centrale dell’aereo, in corrispondenza delle ali, tende a percepire meno intensamente le oscillazioni. Il motivo è legato alla fisica del volo e alla struttura del velivolo: questa zona si trova vicino al centro di gravità, dove i movimenti di beccheggio e imbardata risultano generalmente meno accentuati rispetto a quelli percepiti nella parte anteriore o in coda. L’esperto di sicurezza aerea Anthony Brickhouse spiega il fenomeno ricorrendo a un paragone con le montagne russe: più ci si allontana dal punto centrale, più i movimenti possono amplificarsi.
«La sensazione della turbolenza è più marcata nella parte posteriore dell’aereo. Chi è seduto in fondo percepisce maggiormente i movimenti, perché viene “trascinato” dalle oscillazioni del velivolo», ha spiegato Anthony Brickhouse a Travel + Leisure. «Per come è progettato un aereo, la sezione centrale offre una maggiore stabilità.»
Oltre ai vantaggi offerti alla struttura dell’aeromobile, anche i piloti adottano diverse strategie per rendere il viaggio più confortevole. Come spiega il comandante Klatt, l’equipaggio monitora costantemente le condizioni atmosferiche e, quando le circostanze lo consentono, modifica la quota di volo per aggirare le zone di turbolenza. «Cambiamo altitudine, salendo o scendendo, per cercare aria più stabile. I piloti fanno tutto il possibile per garantire ai passeggeri un viaggio più tranquillo e confortevole», sottolinea.
Dal punto di vista psicologico, conoscere le cause della turbolenza e sapere che gli aerei sono progettati per sopportare queste sollecitazioni può aiutare a ridurre l’ansia. Anche scegliere un posto nella parte centrale della cabina può contribuire a ridurre la percezione dei movimenti dell’aereo. «Penso che sedersi nella sezione centrale sia un’ottima idea», conclude lo psichiatra Sam Zand. «Se si viaggia in compagnia, avere accanto un amico o un familiare può offrire ulteriore conforto. È probabilmente una delle strategie più utili per chi ha paura di volare».