Il nuovo sguardo del Rome Cavalieri

Il nuovo sguardo del Rome Cavalieri

Arte, vista e memoria guidano il restyling delle camere del 5 stelle romano.
Vista notturna dal Rome Cavalieri, sulla sommità di Monte Mario
Vista notturna dal Rome Cavalieri, sulla sommità di Monte Mario


Da oltre sessant’anni, da una posizione privilegiata, il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel osserva la Capitale dalla sua collina più alta, trasformando il panorama in parte integrante dell’esperienza. Sulla sommità di Monte Mario, Roma non è mai semplice sfondo, ma una presenza costante: entra negli spazi, nei colori, nelle proporzioni. Un dialogo continuo tra interno ed esterno che oggi trova una nuova espressione nel rinnovamento delle camere e delle suite, che vi raccontiamo in anteprima.

Se questo luogo ha costruito nel tempo la propria identità come contenitore culturale, lo deve anche a una delle più importanti collezioni d’arte private ospitate in una struttura alberghiera. Opere, arredi, oggetti e memorie convivono negli spazi comuni come parte di una narrazione fluida, mai museale. Emblema di questo approccio è il celebre trittico di Giovanni Battista Tiepolo che domina l’atrio, dichiarando fin dall’ingresso una vocazione precisa. Questa attitudine si ritrova anche in spazi più riservati, come la lounge dell’Imperial Club, al settimo piano, accessibile solo ad alcuni ospiti. È qui che, tra opere e oggetti dalla provenienza eterogenea, trova posto anche un costume di scena originale appartenuto a Rudolf Nureyev. Un dettaglio apparentemente inatteso, che racconta bene la natura eclettica della collezione del Cavalieri e la sua capacità di intrecciare discipline, epoche e linguaggi diversi, dalla grande pittura alla storia della danza.

La scenografica scala ellittica con lampadario sospeso nella hall del Rome Cavalieri

La stessa sensibilità guida il nuovo intervento sugli interni, oggi visibile in due camere pilota che anticipano il progetto complessivo, destinato a essere implementato nei prossimi mesi. Le camereattualmente rinnovate ai piani sesto e settimo – nascono da un’osservazione diretta della città vista dall’alto. La palette cromatica riprende ciò che si coglie affacciandosi sui balconi: i verdi dei giardini e dei mercati (salvia, carciofo), i rossi terrosi delle facciate, le tonalità minerali del travertino. Un dialogo rafforzato da riferimenti più sottili, come i mosaici storici della terrazza, presenti fin dal 1963, che agiscono come memoria visiva di fondo, influenzando colori e materiali senza mai diventare citazione letterale.

Desk concierge con opere di Giuseppe Zais; “Ricordo di autunno”

Il progetto, firmato da Tihany Design Studio sotto la direzione creativa dell’architetta italiana Alessia Genova, lavora per stratificazioni. Pareti ricche di texture, inserti in pelle, metallo, legno e cuoio si combinano in un equilibrio volutamente eclettico, evocando quel caos ordinato che è parte integrante dell’identità romana. Tutti gli arredi sono disegnati su misura e realizzati in Italia, con un’attenzione puntuale all’artigianato e alla qualità delle materie. Tra gli elementi più riconoscibili, il mobile bar indipendente, rivestito esternamente a specchio, che riflette luce e spazio diventando punto focale della stanza. Sul comodino, non a caso, compare Il rosa Tiepolo di Roberto Calasso nella collana Gli Adelphi: una scelta colta che sintetizza perfettamente lo spirito del progetto.

L’Olimpo della ristorazione romana

La sala del ristorante La Pergola, dopo il completo restyling del 2024

Vale il viaggio la salita in ascensore al nono piano del Rome Cavalieri che introduce all’unica tavola tre stelle Michelin della città: La Pergola. Non è una novità, ma per chi non vi torna da prima dell’estate 2024 l’impatto sarà evidente. Nel progetto firmato dallo Studio Jouin Manku, la sala principale si veste di rosso grazie ad arazzi di seta ricamati a mano su disegno di Heinz Beck. Un privilegio essere serviti dallo chef in persona che per alcuni minuti cattura l’attenzione del commensale con il servizio al carrello degli amuse-bouche, tra cui il pane senza lievito bruscato al momento con fungo cardoncello e crema di levistico.

Ricordo d’autunno, uno dei piatti de La Pergola. Foto di Foodminds Studio

Accanto ai classici in menu, come i fagottelli di carbonara, vale la pena provare Ricordo di autunno, piatto del percorso degustazione che gioca sull’acidità: una “strada” di caviale attraversa diverse consistenze di cavolfiore, colorate come un bosco abruzzese nel pieno del foliage, lo stesso che ha ispirato lo chef. La squadra non sarebbe completa senza Marco Reitano e Simone Pinoli, rispettivamente chef sommelier e restaurant manager, che da trent’anni sono parte di questo affiatato ingranaggio.

Articoli Correlati

Iscriviti alla newsletter