Lo chiamano “il salotto di Amsterdam”, per la sua iconica lounge che sembra replicare il calore e la convivialità di un elegante ma informale ambiente domestico in scala extralarge, e più in generale per la raffinata accoglienza e la bellezza degli ambienti. Costruito nel 1897 come banca, su progetto dell’architetto Daniël Knuttel, e poi trasformato nello Sweelinck Conservatorium – dando impulso culturale al Museumplein, il Quartiere dei Musei della capitale olandese -, dal 2011 il Conservatorium Hotel è diventato il primo grand hotel moderno della città, fondendo le linee originali e i dettagli Art Nouveau al minimalismo contemporaneo ed elegante dell’architetto italiano Piero Lissoni, che ne aveva firmato il redesign. Dal gennaio 2026, l’albergo (di proprietà della famiglia Akirov) è entrato a far parte del prestigioso gruppo internazionale d’hôtellerie di origini asiatiche, diventando così il Mandarin Oriental Conservatorium, Amsterdam. Guidato dalla general manager Susanne Hatje, è la prima insegna della collezione nei Paesi Bassi.
Il rebranding non ha stravolto lo spirito del luogo, permeato di storia e modernità, ma punta anzi ad esaltarlo con nuovi servizi e proposte e a celebrare la sua eredità attraverso la musica e l’arte. A pochi passi da alcuni dei più noti musei della città, dal Van Gogh Museum al Rijksmuseum, e alla rinomata sala del Concertgebouw, l’hotel è il luogo ideale per un soggiorno che, alla scoperta della città e del suo patrimonio culturale, affianca relax, comfort e interessanti esperienze gastronomiche.
Spazi rinnovati e nuovi servizi

Parzialmente rinnovata nel design, la bellissima area lounge mantiene la sua atmosfera rilassante e accogliente, con le grandi pareti e il tetto di vetro che lasciano entrare la luce naturale e i comodi divani affiancati da tavolini da caffè che invitano a sostare per leggere un libro, chiacchierare o riflettere. Ed è anche la cornice del rito quotidiano dell’Afternoon Tea, che diventa protagonista nel pomeriggio.

Design contemporaneo, lusso rilassato e un tocco di stile olandese caratterizzano camere e suite, anch’esse rinnovate, tra cui spiccano la deliziosa Amsterdam Suite con rooftop privato, la Concerto Suite – scenografico loft su due livelli –, la spaziosissima Penthouse Suite con grandi vetrate e la Garden Suite che, oltre a due camere da letto e alle opere dello scultore e fashion designer olandese Mart Visser, dispone anche di giardino privato e salotto affacciato sullo Stedelijk Museum.

A rendere unico il Mandarin Oriental Conservatorium, poi, è anche l’Akasha Spa: con oltre mille metri quadrati in cui le tradizioni orientali incontrano ne più moderne tecniche di wellness, è la più grande spa alberghiera di Amsterdam e uno spazio olistico in cui ciascuno può trovare la propria chiave al benessere, dallo yoga e la midfulness all’idroterapia e ai più moderni macchinari gym.
Una proposta gastronomica cosmopolita

Fiore all’occhiello del Mandarin Oriental Conservatorium, Amsterdam, la proposta gastronomica dell’hotel vede un’importante, e attesa, novità: l’apertura – annunciata per gli inizi del 2026 – di Ottolenghi, il primo ristorante del celebre chef, ristoratore e autore di libri di successo Yotam Ottolenghi nei Paesi Bassi. Famoso per i sapori vivaci e decisi dei piatti proposti nei suoi ristoranti (10, al momento, nel Regno Unito, cui si aggiunge anche la collaborazione con Mandarin Oriental, Geneva, lanciata all’inizio del 2025) e nei suoi fortunati libri di cucina, oltre 30 anni fa lo chef nato a Gerusalemme ha frequentato un master proprio ad Amsterdam, prima di trasferirsi a Londra e dare il via alla sua carriera culinaria.
Ispirato alla proposta del ristorante londinese ROVI di Ottolenghi, e alla sua filosofia basata su ingredienti freschi e stagionali, sull’attenzione al mondo vegetale e sulla condivisione, il ristorante sarà aperto per colazione, pranzo e cena servendo piatti colorati e accattivanti in uno spazio caldo e accogliente, inserito nello spettacolare atrio in vetro dell’hotel. Ma al Conservatorium spicca anche l’elegante fine dining di ispirazione asiatica del ristorante Taiko Cuisine, guidato dal nuovo head chef Lars Drost che propone interpretazioni moderne dei sapori orientali unendo tecniche classiche e ingredienti stagionali. Le proposte culinarie formate da Drost si possono poi gustare anche al bancone e ai tavolini di The Bar, che porta ad Amsterdam la mixology contemporanea e raffinata ispirata alla vibrante scena di Tokyo.