Su la maschera, è arrivato il periodo più festoso dell’anno. Il Carnevale invade le strade con un’esplosione di colori e suoni, regalando l’ebbrezza di mascherarsi e di concedersi, dietro l’anonimato, una nuova identità. Ogni anno il calendario cambia in base al Mercoledì delle Ceneri, che apre i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua. Le città di tutto il mondo divengono veri e propri palcoscenici a cielo aperto tra parate, costumi eccentrici e danze sfrenate che offrono ai visitatori momenti di puro intrattenimento conditi da un pizzico di trasgressione. Vi portiamo alla scoperta di cinque destinazioni che ospitano i Carnevali più amati e attesi, dove il gioco delle parti trasforma ogni visitatore in protagonista.
Rio de Janeiro

Considerato da molti il più grande spettacolo del mondo, il Carnevale della Cidade Maravilhosa, in programma dal 17 gennaio al 22 febbraio, attira migliaia di turisti ma anche moltissimi carioca che, ogni anno, vi partecipano con entusiasmo. Il momento clou delle celebrazioni arriva con le parate delle scuole di samba che sfilano al Sambódromo di Marquês de Sapucaí: si inizia il 13 febbraio con la Série Ouro e si prosegue con il Gruppo Speciale il 15, 16 e 17 febbraio, con un tripudio di coreografie, carri allegorici, musica e costumi riccamente decorati.
Il divertimento però è anche in strada, dove centinaia di blocos — vere e proprie parate più accessibili e partecipative — invadono tutti i quartieri della città a passi di samba (e non solo) creando un’atmosfera di contagiosa allegria. Secondo Riotur, quest’anno si prevede un’affluenza complessiva di circa 6 milioni di partecipanti. Per orientarsi, è stata lanciata l’app Blocos do Rio 2026 che, grazie alla geolocalizzazione, consente di conoscere il calendario degli eventi e le zone coinvolte.
Venezia

Il Carnevale di Venezia, scenografico e decisamente coreografico, quest’anno si svolge dal 31 gennaio al 17 febbraio e, con il tema Olympus – Alle origini del gioco/The origins of the game, rende omaggio alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, creando un parallelismo tra lo spirito della manifestazione e quello dello sport, due mondi uniti da valori quali lealtà, passione e inclusione. Un’edizione accessibile, diffusa e sostenibile che, in linea con il progetto “Venezia plastic free”, vieta l’utilizzo di coriandoli e stelle filanti in materiali non naturali.
Fitto il calendario degli appuntamenti: il 31 gennaio va in scena il Gran Ballo di Carnevale in stile Bridgerton con danzatori in costumi d’epoca che trasformano Piazza San Marco in un set degno della celebre serie targata Netflix. A seguire, il 1° febbraio la Festa Veneziana anima il Canal Grande con il suggestivo corteo sull’acqua, da Punta della Dogana a Rialto, tra centinaia di imbarcazioni a remi finemente decorate, guidate da vogatori in costume e capitanate dalla celebre Pantegana di cartapesta. A completare il programma, numerosi spettacoli di musica, circo-teatro e performance visive si distribuiscono tra calli, campi veneziani, rendendo ogni giornata una vera festa diffusa.
Santa Cruz de Tenerife

Oltre alle splendide spiagge dalle dune dorate, le Canarie riservano sorprese che vanno al di là del mare: dall’11 al 22 febbraio, Santa Cruz de Tenerife viene travolta da un’energia contagiosa. Uno dei momenti più attesi è il gala per l’elezione della Regina della festa, durante il quale le candidate sfilano su un palcoscenico in abiti sfarzosi, impreziositi da piume, strass e motivi spettacolari che, per creatività, si rivelano vere e proprie opere d’arte.
Il venerdì è invece dedicato alla Cavalcata, la coloratissima parata accompagnata da gruppi mascherati, bande musicali e migliaia di partecipanti seguita da tre giorni di celebrazioni travolgenti. Il martedì, con la sfilata del Coso, si raggiunge il culmine dei festeggiamenti: costumi sfarzosi e coreografie elaborate animano l’Avenida Marítima. Si conclude l’edizione 2026 con la teatrale Sepoltura della Sardina, durante la quale una grande sardina di cartapesta viene bruciata, seguita dalla Piñata Chica che chiude ufficialmente il Carnevale.
Aruba

Tra i tanti i motivi che rendono Aruba la ‘One Happy Island dei Caraibi’, c’è la lunga stagione carnevalesca che, per oltre un mese, consente di entrare in contatto con la cultura locale attraverso i “jump-up”, le vivaci feste di strada. La stagione inizia a gennaio e annovera appuntamenti come la Lighting Parade, storica parata notturna di costumi luminosi organizzata dal Tivoli Club, e raggiunge il culmine a metà febbraio con due grandi parate.
Il 14 febbraio, a San Nicolás, carri allegorici a tema e costumi sgargianti sfilano lungo le strade, regalando un assaggio della creatività e dell’energia del Carnevale. Il giorno successivo, la Grand Parade invade le vie di Oranjestad, la capitale, con spettacolari carri, musicisti locali e costumi decorati con pietre colorate, paillettes e piume. Le celebrazioni si concludono all’Oranjestad Harbor Arena con il tradizionale rogo dell’effigie gigante di King Momo, simbolo dello spirito carnevalesco, che rimanda all’edizione successiva.
New Orleans

La stagione carnevalesca di New Orleans, iniziata lo scorso 6 gennaio con la cerimonia della Twelfth Night, raggiungerà il culmine il 17 febbraio. L’attesa per il Mardi Gras è alle stelle, una festa legale in Louisiana dal 1875, quando il governatore Warmoth firmò il Mardi Gras Act. L’evento cade sempre il martedì prima del Mercoledì delle Ceneri ed è sinonimo di musica jazz, sfilate, costumi stravaganti, carri allegorici e un entusiasmo travolgente che tinge la città di viola, verde e oro, simboli rispettivamente di giustizia, fede e potere.
Le parate sono animate da gruppi chiamati krewes, ciascuno con un tema specifico: il Krewe of Zulu, ad esempio, celebra la cultura afroamericana mentre la Krewe of Rex, aggiunge un tocco regale ai festeggiamenti con Rex che, dal suo carro, saluta i sudditi mentre attraversa le vie del suo regno. E non è festa senza gusto: da non perdere la King Cake, una brioche alla cannella decorata con zucchero che, al suo interno, custodisce un bambinello di plastica. Secondo la tradizione, chi lo trova deve portare un’altra torta alla festa successiva, un rituale che sottolinea lo spirito di convivialità che caratterizza il Carnevale di New Orleans.