Overtourism: le città europee che hanno messo dei limiti

Overtourism: le città europee che hanno messo dei limiti

Dalle tasse d’ingresso ai numeri chiusi, sempre più centri urbani stanno ripensando il turismo per proteggere la propria identità e la vita quotidiana dei residenti.

Per lungo tempo il successo di una destinazione si è misurato in arrivi, presenze e record stagionali. Negli ultimi anni, però, le prospettive stanno cambiando. Alcune delle mete più amate al mondo hanno iniziato a mettere dei paletti: ingressi contingentati, nuove tasse, divieti che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati impensabili. Vicoli troppo affollati, affitti alle stelle, servizi pubblici sotto pressione e residenti che faticano a riconoscere la propria città stanno spingendo amministrazioni e comunità locali a contrastare l’overtourism.

Venezia: l’ingresso regolato nella città più fragile d’Europa

Venezia accoglie ogni anno circa 25–30 milioni di visitatori, a fronte di meno di 50.000 residenti nel centro storico. Per gestire questa sproporzione, la città ha introdotto un contributo d’accesso per i visitatori giornalieri, applicato in giornate selezionate di alta affluenza. Il costo varia da 5 a 10 euro, ed è obbligatoria la registrazione online prima dell’arrivo. Chi soggiorna almeno una notte è esentato, così come i residenti della regione. Parallelamente, i gruppi turistici sono stati limitati a massimo 25 persone e sono vietati gli altoparlanti durante le visite guidate. Per chi viaggia, questo significa pianificare in anticipo e scegliere periodi meno affollati, ma anche vivere una Venezia più accessibile e meno congestionata.

Amsterdam: meno eccessi, più qualità

Negli ultimi anni Amsterdam ha preso una posizione chiara contro il turismo che crea disagio alla vita quotidiana dei suoi residenti. La città ha scelto di limitare il numero delle licenze delle strutture ricettive nel centro storico e di ridurre drasticamente le possibilità di affitto breve per i privati (non più di 30 notti all’anno), nel tentativo di riportare equilibrio nel mercato immobiliare. Parallelamente, sono state introdotte restrizioni su tour guidati in alcune aree sensibili e nuove regole di comportamento negli spazi pubblici più frequentati: ad esempio, è vietato fumare cannabis per le strade del centro. Inoltre, già da tempo, si sta ipotizzando di spostare il quartiere a luci rosse dal centro verso zone periferiche.

Barcellona: fermare gli affitti brevi per salvare la città

La Boqueria, il mercato più famoso di Barcellona

A Barcellona il turismo rappresenta circa il 14% dell’economia locale, ma ha contribuito a un aumento degli affitti residenziali superiore al 40% in un decennio. Per questo il Comune ha bloccato il rilascio di nuove licenze per appartamenti turistici e ha annunciato la progressiva eliminazione di quelle esistenti entro il 2028. La tassa di soggiorno è stata aumentata e può superare i 7 euro a notte nelle strutture di categoria più alta. Inoltre, il numero di attracchi giornalieri delle navi da crociera è stato ridotto.

Santorini e Mykonos: quando le isole non possono accogliere tutti

Santorini conta poco più di 15.000 residenti, ma in alta stagione può ricevere fino a 70.000 visitatori al giorno, soprattutto a causa delle crociere. Per questo le autorità greche hanno introdotto un limite giornaliero agli sbarchi e una tassa per i crocieristi che può arrivare a 20 euro nei periodi di punta. È stato inoltre imposto uno stop alla costruzione di nuove strutture ricettive in alcune zone dell’isola. Per i viaggiatori, questo significa meno folla nei punti panoramici e una maggiore probabilità di dover prenotare con largo anticipo, soprattutto nei mesi estivi.

Atene e Pompei: numeri chiusi per i grandi simboli della storia

L’Acropoli di Atene ha introdotto un sistema di accesso a fasce orarie, con un tetto massimo di circa 20.000 visitatori al giorno, per ridurre l’usura del sito e migliorare la sicurezza. Anche Pompei ha adottato una misura simile, con un limite giornaliero di 20.000 ingressi e biglietti nominativi acquistabili online. In entrambi i casi, entrare senza prenotazione durante l’alta stagione è sempre più difficile. Il vantaggio, però, è evidente: meno code, meno affollamento e una visita più lenta e consapevole, in luoghi che non possono essere trattati come attrazioni qualsiasi.

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