Il tuo passaporto rivela quanta libertà di viaggio hai. Non tutti infatti sono uguali e, soprattutto, non tutti hanno lo stesso valore. Secondo l’Henley Passport Index, giunto alla ventesima edizione, Singapore mantiene il primato per il secondo anno consecutivo, confermando il potere del proprio documento di viaggio. Il motivo? L’elevata mobilità internazionale dei suoi abitanti. I cittadini che risiedono nella città-stato asiatica, difatti, possono girare il mondo e raggiungere, senza visto, ben 192 destinazioni sui 227 Paesi e territori monitorati dall’indice della società di consulenza Henley & Partners basato sui dati dell’International Air Transport Association (IATA).
Bene gli Emirati Arabi Uniti, scendono gli Usa
A seguire, la seconda posizione spetta al Giappone e alla Corea del Sud. Nonostante il vertice del podio sia occupato da Paesi asiatici, ottimi risultati rendono protagonista l’Europa con cinque Paesi in terza posizione — Danimarca, Lussemburgo, Spagna, Svezia e Svizzera — mentre l’Italia arretra di una posizione rispetto al 2025 collocandosi quarta insieme ad Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi e Norvegia. Scorrendo la classifica, proprio in chiusura c’è l’Afghanistan che consente ai suoi cittadini l’accesso a sole 24 destinazioni. Una dato piuttosto eloquente che mette in luce il netto divario di mobilità tra i passaporti più potenti e quelli più deboli, i cui titolari vedono la libertà di movimento fortemente limitata e penalizzata da instabilità politiche e fragilità economiche.
Come in ogni graduatoria, ci sono salite e discese. Grandi soddisfazioni per gli Emirati Arabi Uniti che, dalla decima posizione dello scorso anno, hanno scalato la classifica piazzandosi quinti. Che dire invece degli Stati Uniti? Chiudono la top ten con accesso a 179 Paesi. Dati non troppo rassicuranti visto che, anno dopo anno, gli Usa continuano a retrocedere mettendo in discussione il loro storico primato. «Negli ultimi 20 anni la mobilità globale è cresciuta in modo significativo, ma i benefici sono stati distribuiti in maniera diseguale», ha commentato Christian H. Kaelin, presidente di Henley & Partners e ideatore dell’Henley Passport Index.