The Fontenay, lusso tra natura e design ad Amburgo

The Fontenay, lusso tra natura e design ad Amburgo

Un hotel che incarna l’anima verde della città, creando un’esperienza immersiva di continuità tra paesaggio esterno e ambienti interni.
Vista esterna The Fontenay
Vista esterna The Fontenay. Foto The Fontenay

C’è un giorno della settimana che al The Fontenay, l’hotel più iconico e poetico di Amburgo, è dedicato al cambio delle composizioni floreali. Tutti i venerdì lo staff si occupa di rinnovare con piante e fiori rigorosamente freschi ogni angolo dell’albergo. Piccole, grandi opere d’arte che contribuiscono ad abbellire una struttura diventata negli anni un autentico simbolo di Amburgo. Scenografica, raffinata e dal DNA unico la più nordica tra le città tedesche è anche una delle più sostenibili. Qui, tra i due laghi artificiali dell’Alster – il Binnen e l’Aussenalster – si apre un paesaggio fiabesco di acque tranquille, canoe e vele bianche. Lo specchio naturale sul quale si riflette la silhouette del The Fontenay, un resort nel centro cittadino dove ogni linea curva richiama il flusso della natura in cui è immerso e ogni superficie riflette la luce mutevole del Nord.

Simbiosi che si avverte già varcando la soglia dell’hotel. Più che “entrare” in un ambiente, l’impressione è di percepire un senso di continuità con il contesto circostante: l’ampia e luminosa hall, i piccoli desk con funzioni di reception, le tonalità calde di arredi, tappeti e rivestimenti, l’accoglienza rilassata del personale.

Il concetto di “Modern Classic” e l’architettura fluttuante

Jan Störmer, l’architetto oggi 83enne che ha firmato il progetto, vive dall’altra parte del lago ma ama frequentare il “suo” The Fontenay che nasce come “hotel nel parco”, circondato da un giardino pubblico con alberi secolari e un percorso jogging di 8 chilometri. Tre cerchi intrecciati rappresentano una forma organica, fluida e scultorea, senza angoli né spigoli: l’edificio non ha un retro ma una continuità visiva e luminosa che abbraccia il verde e l’acqua da ogni lato. 
Con oltre 14mila metri quadrati di superfici vetrate il confine tra interno ed esterno scompare.

Atrio The Fontenay. Foto The Fontenay

La luce penetra ovunque, filtrata dal grande atrio alto 27 metri sulla cui sommità si staglia una spettacolare scultura luminosa olandese, un intreccio di acciaio e LED che fluttua come un ramo sospeso nel cielo. I tappeti, anch’essi dalle forme tondeggianti, seguono il profilo delle pareti e la curvatura del sofà lungo 25 metri delinea il perimetro dell’atrio. Il gioco delle luci mutanti fa sì che cambi sempre l’atmosfera mentre le piccole lampade interne si riflettono sul vetro sembrando lanterne appese agli alberi. Störmer ha definito il suo stile “Modern Classic”, sintesi della tradizione anseatica e della visione contemporanea di Amburgo.

Dentro la scultura: stanze di luce e silenzio

Delux room. Foto The Fontenay

La mia camera è una standard, misura ben 43 metri quadrati e ha il balcone, come le altre 130 stanze e suite dell’hotel, tutte rivolte verso l’esterno. Toni sabbia e avorio, tessuti morbidi, superfici in legno chiaro e pietra naturale si alternano a sfumature di turchese e blu che evocano i colori del lago. Ogni dettaglio è realizzato su misura: i parquet italiani in legno di quercia disegnano motivi esagonali, le pareti in marmorino sono state lucidate a mano in cinque passaggi, i mobili si adattano alle curve dell’edificio, le finestre a tutta altezza inondano di luce gli interni. Ho trovato molto intuitivo l’utilizzo del touch screen per le varie facilities: dalla doccia a pulsante con termostato impostato, cromoterapia e musica di sottofondo, al water multifunzione con i comandi in stile giapponese.

L’arte del benessere

Piscina area spa. Foto The Fontenay

Non si può alloggiare in hotel senza provare l’esperienza della Fontenay Spa che si estende per oltre 1.000 metri quadrati al sesto piano della struttura. Dalla sommità dell’edificio domina Amburgo con un panorama unico: la piscina a sfioro lunga 20 metri con una parte interna e una esterna sembra fondersi con il lago. La vasca, a una temperatura stabile di 28 gradi, può risultare un po’ fredda d’inverno, meglio optare per l’ampia sauna finlandese panoramica o il bagno di vapore. Molto piacevole l’area relax, un lungo corridoio che segue il profilo tondeggiante dell’hotel e dispone di lettini rigidi al punto giusto con affaccio mozzafiato sullo skyline della città.

La cucina stellata del The Fontenay

Ristorante Lakeside.

Il viaggio sensoriale continua a tavola. Al Parkview Restaurant, la colazione con ampio buffet e menu salato e dolce alla carta, incluso nell’offerta, viene servita dalle 6.30 alle 11.30 del mattino. Al settimo piano svetta invece il ristorante Lakeside che offre, dal 2020, la cucina due stelle Michelin del talentuoso chef bavarese Julian Stowasser, 37 anni. Uno stile “cosmopolita ma con radici francesi” costruito negli anni trascorsi all’estero tra Australia, Europa e ristoranti stellati della Germania. La carta dei vini, curata dalla pluripremiata sommelier Stefanie Hehn, accompagna ogni emozione del palato. Ho provato l’esperienza del menu degustazione da 7 portate (più 3 amuse bouche dello chef) del quale ho apprezzato la quaglia imperiale disossata al tartufo di Alba e le costine di manzo al peperone, cipolla e limone di Amalfi.

Dal mercante visionario al sogno di Klaus-Michael Kühne

Il nome dell’hotel si ispira a John Fontenay, mercante della Pennsylvania approdato ad Amburgo alla fine del Settecento. Nel 1816 acquistò questo terreno sul lago, all’epoca fuori dalle mura, per costruire la sua residenza. Due secoli dopo, sullo stesso lotto dove fino al 2014 sorgeva l’edificio squadrato dell’Hotel Intercontinental, il miliardario dei trasporti e logistica Klaus-Michael Kühne ha investito 100 milioni di euro per realizzare un nuovo simbolo cittadino. Inaugurato nel 2018, dopo 4 anni di lavori, è stato il primo cinque stelle lusso aperto ad Amburgo nell’arco di diciotto anni, l’unico nella prestigiosa collezione The Leading Hotels of the World, insignito anche quest’anno con le 3 chiavi Michelin. Kühne lo ha definito “una piccola Elbphilharmonie”, come l’avveniristico auditorium di Herzog & de Meuron sull’Elba, nuovo edificio-icona di Amburgo, di cui è socio fondatore e finanziatore.

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