The Gritti Palace e l’impegno a preservare la bellezza di Venezia

The Gritti Palace e l’impegno a preservare la bellezza di Venezia

L’hotel affacciato sul Canal Grande contribuisce su più fronti alla tutela e conservazione del suo patrimonio artistico e naturalistico: da Palazzo Ducale ai giardini segreti.
The Gritti Palace
La Libreria degli Esploratori, The Gritti Palace

Un tempo erano gli aristocratici illuminati a fare da mecenati garantendo la sussistenza e il lavoro di artisti e letterati, così come la costruzione e la conservazione di luoghi emblematici. Oggi, questo ruolo è svolto spesso da hotel e gruppi alberghieri, spinti tanto dal desiderio di offrire ai propri ospiti esperienze indimenticabili e spesso uniche, quanto dalla precisa volontà di mantenere intatto un patrimonio che è parte essenziale della destinazione. Tra i protagonisti di questa forma di moderno mecenatismo c’è il Gruppo Marriott, pronto a sposare progetti artistici e culturali in sintonia con le proprie insegne.

The Gritti Palace, patrimonio veneziano

A Venezia, è particolarmente interessante l’attività in tal senso di The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, sontuoso cinque stelle affacciato sul Canal Grande e sulla Basilica di Santa Maria della Salute inserito tra i 50 migliori hotel italiani 2025 da T+L Italia. Ospitato in un palazzo nobiliare del 1475 che fu dimora del Doge Andrea Gritti, tra stucchi, broccati, mobili d’epoca e moderni comfort (a cominciare dalla spa con i moderni trattamenti firmati Sisley Paris), l’albergo mantiene intatti il fascino di una residenza privata veneziana assieme a un’atmosfera familiare e piena di calore.

La Royal Suite di The Gritti Palace

Senza nostalgie polverose, qui ogni cosa rimanda a Venezia e alla sua storia, più lontana o recente: dagli ospiti illustri passati da qui, come Somerset Maugham e John Ruskin, cui sono dedicate alcune delle 21 lussuose suite, al Bar Longhi, affascinante ritrovo cittadino di cui molti clienti assidui avevano la propria copia di chiavi e di cui di recente è stato ripristinato l’accesso dal campiello per sottolineare l’apertura alla comunità.

E se la Redentore Suite, su due livelli, offre anche la possibilità di godersi allo stesso tempo relax e viste uniche sulla laguna dalla vasca idromassaggio sull’ampia terrazza panoramica, gli ospiti possono anche calcare le orme di Ernest Hemingway, altro ospite assiduo dell’hotel e della città, perlustrando canali e angoli nascosti di Venezia a bordo dell’Acquariva Super “Il Doge”, con i tour della Riva Yacht Experience in collaborazione con l’iconico marchio italiano di motoscafi di lusso.

O con l’altrettanto sontuoso Risotto alla Hemingway con scampi cotti, crudi, gel di limone e olio al prezzemolo, che riprende la leggendaria ricetta del “remedy risotto” a base di scampi e brodo di pesce dello scrittore (forse nata appunto come rimedio agli eccessi al bancone del bar). È tutt’ora in carta al ristorante Club del Doge guidato dallo chef Alberto Fol, che presiede anche The Gritti Epicurean School, la più longeva scuola di cucina della città nata nel 1975.

Il programma Unlocking the Craft propone invece visite esclusive o workshop dedicati con artigiani locali. È così possibile assistere all’opera dei tessitori della Tessitura Bevilacqua o a quello dei maestri mosaicisti di Orsoni, e osservare da vicino una lavorazione che sta ormai scomparendo come quella di Saverio Pastor, decano dei remeri veneziani: è uno dei tre rimasti in città a saper costruire i remi e le fórcole per le gondole.

Save Venice e la Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale

La volta restaurata della Sala delle Quattro Porte

Tra le partnership che The Gritti Palace ha attivato con il comune obiettivo della salvaguardia del patrimonio della città, dal 2022 spicca quella con Save Venice. L’organizzazione non profit americana, dedicata alla conservazione dell’arte e dell’architettura veneziana, fu fondata nel 1971 come risposta concreta ai danni dell’alluvione del 1966, e nel 2025 ha visto la nascita ufficiale della Fondazione Save Venice – ETS.

Attualmente guidata da Frederick Ilchman e Charles Tolbert (mentre l’ufficio veneziano è diretto da Melissa Conn, e tra i “direttori onorari” figurano anche Jeremy Irons e Jon Landau), da 50 anni a questa parte è il principale ente finanziatore nordamericano del patrimonio artistico veneziano, e ha sostenuto il restauro di quasi duemila opere d’arte e architettura, da intere chiese a singoli quadri o statue, grazie alle attività di fundraising e al contributo di donatori privati e “istituzionali”, tra cui appunto The Gritti Palace.

Nata dopo aver ospitato un evento dell’organizzazione negli spazi dell’hotel, la partnership lo ha di recente coinvolto nella campagna di conservazione dedicata alla Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale, promossa da Save Venice in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia: un lavoro complesso e impegnativo di restauro conservativo che ha interessato anche la particolare struttura nascosta del soffitto della magnifica sala, seriamente compromessa dal passare del tempo, dagli agenti atmosferici e dal peso degli stucchi tridimensionali che affiancano gli affreschi del Tintoretto, rispettando anche gli interventi successivi di maestri come il Tiepolo e Nicolò Bambini.

La parte superiore della Porta del Senato

La sala fungeva da passaggio obbligato per accedere alle sale principali del governo della Serenissima ed è dunque densa di simbologie del potere: prende il nome dalle quattro grandi porte lignee, e il sostegno di The Gritti Palace ha riguardato in maniera particolare il restauro della Porta del Senato, oltre a contribuire alla conservazione del soffitto.

Iniziato nella primavera 2023, il lungo intervento è arrivato a conclusione proprio a febbraio 2026, quando è stato svelato al pubblico il rinnovato splendore della Sala delle Quattro Porte che però non è mai stata del tutto chiusa: la particolarità del progetto è stato infatti il cantiere aperto, che ha permesso a molti visitatori di assistere da vicino al lavoro dei restauratori.

Ed è già pronto un nuovo capitolo della collaborazione tra il Gritti e Save Venice per la tutela di Palazzo Ducale, con il prossimo restauro di una delle statue della maestosa Scala dei Giganti costruita nel XVI secolo dall’architetto Antonio Rizzo. Agli ospiti dell’hotel è offerta l’opportunità di visitare i progetti di conservazione completati di recente e quelli in corso, esplorando il dietro le quinte dei siti di restauro con gli esperti di Save Venice.

Venice Gardens Foundation e l’Orto Giardino del Redentore

Veduta dall’alto dell’Orto del Redentore, foto Carlo Soffietti/Venice Gardens Foundation

Dal 2025, The Gritti Palace ha esteso la sua opera di preservazione della bellezza veneziana anche al suo patrimonio naturalistico: tra isole, canali e campielli, infatti, la città lagunare nasconde diversi giardini e orti, spesso legati a ordini religiosi e monasteri. Tra questi c’è l’Orto Giardino della Chiesa del Santissimo Redentore, area verde di circa un ettaro sull’isola della Giudecca collegata alla basilica palladiana fatta costruire dal Senato della Repubblica nel 1577 per mantenere un voto fatto durante la peste.

Gestito dai monaci fino ad anni recenti, l’orto custodito tra la chiesa e il Canale della Giudecca fu duramente colpito dall’Acqua Granda del 2019. A salvarlo e ripristinarlo, rendendolo un luogo di pace, bellezza e produzione ortofrutticola, è stata in questo caso Venice Gardens Foundation: fondata e presieduta da Adele Re Rebaudengo, si dedica alla tutela e protezione del patrimonio botanico, artistico e architettonico. Oltre ai Giardini Reali di San Marco, dal 2021 con il progetto In Venetia Hortus Redemptoris ha preso in cura l’Orto del Redentore, con le serre e officine storiche.

Sono stati ripristinati viali, pergolati e colture con un attento restauro affidato all’architetto Alessandra Raso e al maestro botanico Paolo Pejrone, incentrato sulla conservazione dei materiali esistenti e dell’assetto botanico secondo il concetto cappuccino che prevedeva erbe officinali a scopi curativi, fiori per decorare la chiesa – e, oggi, per dare nutrimento alle api da miele –, e ortaggi e frutta per la tavola.

L’orto giardino con la chiesa del Redentore sullo sfondo

Così, nell’Orto crescono 64 ulivi che danno olio (c’è in progetto l’acquisto di un piccolo frantoio), erbe aromatiche come salvia e rosmarino, carciofi (in collaborazione con il Consorzio del Carciofo violetto di Sant’Erasmo) e molto altro; unica deroga all’impianto originale, le lussureggianti foglie di Farfugium japonicum, volute da Pejrone a ricordare il ruolo cruciale di Venezia nelle rotte commerciali con l’Asia.

The Gritti Palace ha “adottato” un paio di spazi dedicati da cui arrivano i prodotti che ispirano in particolare il menu primaverile L’Orto della Laguna nel piatto di Fol, e alcune proposte invernali come Il Piatto dell’Orto con sedano rapa, salvia, timo e crema cotta al latte di capra; e gli ospiti dell’hotel possono visitare il giardino in esclusiva godendosi l’atmosfera contemplativa del luogo.

Il giovedì, venerdì e sabato, però, dalle 10 al tramonto, il giardino – che dispone anche di una caffetteria e ospita mostre, incontri e presentazioni – è aperto anche ai visitatori, con un biglietto d’ingresso (scontato per i residenti) o con la tessera annuale degli Amici dell’Orto Giardino che aiuta a supportarne la manutenzione. In alternativa, si può prestare opera di volontariato o, seguendo “in piccolo” l’esempio di The Gritti Palace, adottare un albero o un piccolo appezzamento per contribuire a preservarne l’incanto.

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