In Sardegna c’è uno dei trekking più affascinanti d’Italia (e ottobre è un buon mese per affrontarlo)

In Sardegna c’è uno dei trekking più affascinanti d’Italia (e ottobre è un buon mese per affrontarlo)

Falesie del Supramonte di Baunei, antichi sentieri pastorali, calate in corda e cale raggiungibili soltanto a piedi o dal mare: la meraviglia del Selvaggio Blu.
Cala Sisine, Baunei (Trekking Selvaggio Blu)

C’è una Sardegna che si scopre on the road, seguendo la strada costiera e fermandosi nelle spiagge più famose. E poi ce n’è un’altra, molto più difficile da raggiungere, fatta di pareti calcaree, profumi di macchia mediterranea, canyon e piccole insenature che compaiono improvvisamente tra la roccia e il mare. È quella del Selvaggio Blu, uno dei trekking più spettacolari del Mediterraneo, nel territorio di Baunei, sulla costa orientale dell’isola.

Il percorso (classificato EEA, ossia per escursionisti esperti con attrezzatura) nasce alla fine degli anni Ottanta dall’idea degli alpinisti Mario Verin e Peppino Cicalò di collegare antichi sentieri utilizzati dai pastori e vie di transito; nel tempo è diventato poi un itinerario di riferimento per chi cerca un’esperienza escursionistica lontana dalle tratte più battute e altamente scenografica. Ma il Selvaggio Blu non è un semplice trekking panoramico. È proprio la natura del territorio a renderlo diverso dai cammini tradizionali: qui il sentiero può trasformarsi in una cengia esposta, una discesa in un canalone o un passaggio che richiede l’utilizzo della corda. La roccia calcarea domina il paesaggio e precipita verso il Golfo di Orosei attraverso pareti e falesie, mentre arbusti di mirto, corbezzolo, lentisco riempiono gli spazi rimasti tra le pietre.

Veduta aerea di Cala Goloritzè sulla Costa Baunei, in Sardegna

L’itinerario classico parte dalla zona di Pedra Longa, uno dei simboli della costa di Baunei, e procede verso Cala Sisine. Lungo il cammino si incontrano alcuni dei luoghi più iconici dell’Ogliastra: Punta Giradili, Portu Pedrosu, Punta Salinas e soprattutto Cala Goloritzè, con la sua celebre e imponente Aguglia (alta circa 140 metri) che emerge dal mare.

È importante avere chiaro prima di partire che il Selvaggio Blu non è un trekking adatto proprio a tutti: il CAI di Roma, per esempio, indica un dislivello massimo giornaliero di circa 1.000 metri, fino a otto ore di cammino al dì e un impegno fisico elevato. La classificazione EEA segnala inoltre la presenza di difficoltà alpinistiche che richiedono esperienza e attrezzatura adeguata: a seconda della versione del percorso, possono essere necessari casco, imbragatura e materiale per le calate, oltre a una preparazione specifica per affrontare passaggi su roccia e tratti esposti. Per questo, soprattutto per chi non conosce il territorio, affidarsi a guide alpine o accompagnatori qualificati non è soltanto una scelta di comodità, ma una questione di sicurezza.

Baunei, Ogliastra (Trekking Selvaggio Blu)

E proprio l’autunno offre generalmente le condizioni più favorevoli per un trekking di questo tipo, soprattutto per evitare il caldo che può diventare un ostacolo serio durante le lunghe ore di cammino. Va però tenuto presente che questa finestra temporale non significa necessariamente giornate fresche o asciutte. I dati dell’ARPAS, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna, spiegano che ottobre segna convenzionalmente l’inizio della stagione piovosa nell’isola.

La variabilità meteorologica va quindi sempre considerata nella pianificazione. Ma non lasciatevi scoraggiare, vi potrebbero aspettare bellissime notti sotto le stelle: un altro elemento che rende diverso questo trekking è la possibilità di trascorrere le notti in bivacco, lontano dalle strutture ricettive e dai centri abitati. È anche uno dei motivi per cui il Selvaggio Blu è più vicino all’idea di spedizione che a quella di una normale vacanza attiva. La logistica deve essere organizzata con attenzione, soprattutto per acqua, viveri, attrezzatura e pernottamenti. Alcune organizzazioni specializzate prevedono il trasporto via mare dei materiali più pesanti, permettendo agli escursionisti di camminare con zaini più leggeri.

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