Da umile cittadina sciistica a rifugio chic: questa località nello Stato di New York ospita hotel di lusso, ristoranti raffinati e un club esclusivo

Da umile cittadina sciistica a rifugio chic: questa località nello Stato di New York ospita hotel di lusso, ristoranti raffinati e un club esclusivo

Coccole invernali nelle Catskill Mountains: la montagna, che ha sempre attirato famiglie e sciatori comuni, ora si rivolge ai ricchi newyorkesi.
Una mappa delle piste al Windham Mountain Club

«Siamo davvero a Windham?», mi ha chiesto mia madre per la terza volta in quel giorno. Erano le 19 di un sabato dello scorso inverno ed eravamo sedute in un angolo del Babblers, un ristorante dell’hotel Wylder Windham. Il bar era pieno di comitive con giacche Canada Goose e dolcevita di cashmere, che ridevano davanti a un Martini mentre una cover band di rock classico si preparava a suonare. A circa tre ore a nord di New York, il piccolo borgo di Windham, nelle Catskills orientali, è spesso una meta sottovalutata. O almeno, questo era il racconto con cui sono cresciuta. È qui che mio nonno e il suo gatto Magic vivevano in una capanna di legno; è qui che andavo a sciare e a sparare con le pistole a pallini qualche volta all’anno prima di tornare a casa nei sobborghi di Boston. Per mia madre la sto-ria è un po’ più contorta. Aveva solo cinque anni quando la sua famiglia si trasferì a Windham dall’Upper East Side.

I suoi genitori divorziarono tre anni dopo e si risposarono entrambi poco dopo. Mentre viveva con la madre (prima a Kingston, New York, poi a Long Island), andava a trovare il padre a Windham ogni due fine settimana. Ha guidato i quad con i suoi fratelli e ha insegnato alle sue cinque sorellastre a sciare. Conosceva tutti e tutti conoscevano lei.

Il parco del Wylder Windham, a nord di New York

Lo scorso gennaio, Windham è sembrato il posto perfetto per una vacanza insieme, a metà strada tra la sua casa in Massachusetts e la mia a New York City. Non l’aveva mai visitata da “turista”, e non vedevo l’ora di mostrarle la nuova Windham di cui avevo sentito parlare: una città che negli ultimi dieci anni ha accolto alberghi di lusso, ristoranti raffinati e, di recente, un esclusivo club.

Dopo essere venuta a prendermi alla stazione dell’Amtrak nella vicina Hudson, mia madre ha percorso le familiari strade di montagna, passando accanto agli alberi imbiancati da un fresco strato di neve. «Eccola!», ha esclamato davanti al cartello di benvenuto della città, che ne riportava l’anno di fondazione (1798) e la definizione “gemma delle Catskills”. Per tutto il weekend è stata l’unica cosa che ha riconosciuto.

Il negozio Gardenheir

Sulla Main Street, l’ex banca nazionale ospita ora il Windham Local Public House, un ristorante dove secondo mia zia – che insegna ancora nella scuola di fronte – c’è un’ottima musica dal vivo. Più giù lungo la strada, ci siamo imbattute nella Gardenheir, una boutique aperta nel 2022 che vende attrezzi e abbigliamento da giardinaggio di alta qualità. Tra gli oggetti esposti ad arte c’erano giacche da lavoro, zoccoli francesi e annaffiatoi che costavano quanto gioielli. Abbiamo fatto il check-in al Wylder Windham.

Come molte delle nuove attività in città, il Wylder ha sostituito uno storico hotel a conduzione familiare che mia madre conosceva bene, il Thompson House. La nuova struttura dispone di 110 camere distribuite in sette edifici vittoriani, tutti a pochi passi l’uno dall’altro. Ho sorseggiato il mio drink di benvenuto, un hot toddy, mentre osservavo le famiglie in tenuta da sci che entravano nel lodge principale, appena scese dalla navetta.

Quella sera, al Babblers, siamo rimaste sorprese dall’atmosfera festiva. Le chiacchiere dei commensali risuonavano nella sala e ci sono voluti 15 minuti per sedersi. Ci siamo parlate a malapena durante la cena: abbiamo ascoltato la musica, gustato la zuppa di cipolle alla francese e il pollo arrosto e ci siamo godute il tutto. Al mattino, dopo aver preso croissant e caffè dalla Babblers Bakery, siamo andate al Windham Mountain Club, il più recente e forse più grande cambiamento in zona. Nel 2024 la Windham Mountain, area un tempo pubblica dove ho imparato a sciare, è stata acquistata per 200mila dollari e trasformata in un resort semi-privato, con quote annuali di 15mila dollari: è l’ultima impresa di Sandy Beall, cofondatore della Blackberry Farm e della Blackberry Mountain nel Tennessee.

L’atrio del Wylder

Sebbene si possano ancora acquistare abbonamenti giornalieri o stagionali, la transizione ha suscitato qualche reazione a Windham. La montagna, che ha sempre attirato famiglie e sciatori comuni, ora si rivolge ai ricchi newyorkesi (Blade offre un servizio di elicotteri da Manhattan). Sono in arrivo un centro acquatico e uno di racquet, mentre il campo da golf a 18 buche, aperto nel 1927, sarà rinnovato a tappe nei prossimi anni. Non avendo sciato per un decennio, avevo dimenticato cosa si provasse: l’ansia nell’allacciarmi gli scarponi, l’aria frizzante raggiunta la cima della montagna. A differenza di mia madre, non sono mai stata una brava sciatrice e, così fuori allenamento, temevo il peggio. Ma dopo qualche discesa lenta e sicura, mi sono accorta che mi stavo divertendo.

Lo stress è stato mitigato anche dall’aver usufruito dei vantaggi dei membri del Mountain Club, con accesso alle linee di risalita prioritarie, a uno spogliatoio privato e al ristorante Grill, con caminetti e vista sulla neve. A metà delle piste, abbiamo pranzato al Cin Cin! – un altro ristorante riservato ai soci che si ispira a uno chalet delle Dolomiti. I calamari, le pappardelle alla bolognese fatte a mano e il robusto vino rosso italiano erano all’altezza del design (e hanno reso la mia discesa dalla montagna ancora più emozionante). Stremate dalla giornata sugli sci, ci siamo trasferite all’Henson, un hotel di 16 camere inaugurato a maggio 2024 in un edificio di fine Ottocento ristrutturato.

La biblioteca dell’hotel Henson

All’interno, i pannelli di cedro e l’odore della legna che ardeva hanno creato un’immediata aura di calma. Dopo esserci rinfrescate in camera, ho preso Il Diario di Franz Kafka dalla biblioteca e mi sono seduta accanto al fuoco nel salotto comune. Il ristorante dell’hotel, Matilda, era altrettanto invitante. «Se c’è qualcosa nel menu che vi sembra strano, ordinatelo», ci ha suggerito il cameriere. Ho scelto la ventresca di tonno con nasturzio (un fiore commestibile, ho scoperto) e l’anatra affinata nel fieno. Entrambi erano piatti complessi e squisiti, che non mi sarei aspettata di trovare in un posto come Windham.

Non avevamo fretta di partire il giorno dopo, così abbiamo trascorso la mattinata a esplorare le strade secondarie della giovinezza di mia madre. Ci siamo dirette a Larsen Drive, intitolata a mio nonno, Gordon Larsen, che viveva in cima alla collina alla fine degli anni Ottanta. A ogni angolo ha elencato i nomi degli amici d’infanzia, senza sapere dove siano ora, ma ricordando vividamente com’erano allora.

Il pollo amish del ristorante Henson’s Matilda

La nostra ultima tappa, il Catskill Mountain Country Store & Restaurant, era il mio preferito da piccola. I suoi scaffali sono sempre pieni di prodotti locali come tazze e bastoncini di miele. La tavola calda serve ancora piatti classici come il panino al roastbeef. Mentre curiosavo, ho sentito mia madre chiacchierare con una delle cameriere, che si è illuminata quando ha nominato mio nonno. «Gordon? Veniva qui tutte le mattine!», ha detto la donna. Un bel modo per ricordare che Windham, alla fine, è ancora una piccola cittadina sciistica delle Catskills.

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