La sostenibilità non è più un concetto astratto, ma una pratica concreta che prende forma nei luoghi, nei gesti quotidiani e nelle scelte di chi opera nell’ospitalità. È da questa visione condivisa che nasce il nuovo capitolo della collaborazione tra Relais & Châteaux e UNESCO un progetto internazionale che coinvolge quattro dimore iconiche e altrettanti territori riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di promuovere modelli virtuosi nel turismo e nella gastronomia.
Avviata nel 2024, la partnership si traduce oggi in quattro iniziative pilota distribuite su quattro continenti, dove chef di fama mondiale lavorano fianco a fianco con comunità locali, riserve della biosfera, siti patrimonio mondiale e custodi di saperi tradizionali. Il filo conduttore è chiaro: tutelare la biodiversità, sostenere le economie locali e ispirare un cambiamento culturale che metta il rispetto del pianeta al centro dell’esperienza gastronomica.
I progetti – la cui visione è guidata da Mauro Colagreco, vicepresidente, chef di Relais & Châteaux e anima del Mirazur di Mentone, nonché Ambasciatore di Buona Volontà UNESCO per la biodiversità – nascono dall’incontro tra l’esperienza UNESCO nella salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e nella tutela degli ecosistemi, e l’impegno concreto delle dimore Relais & Châteaux. Ogni struttura coinvolta si è assunta la responsabilità di adottare azioni misurabili in tre ambiti fondamentali: ridurre l’impatto ambientale e rispettare ogni forma di vita; preservare e trasmettere saperi e pratiche locali; ispirare il cambiamento attraverso l’eccellenza, la solidarietà e la condivisione.
Dalla biodiversità terrestre a quella marina: quattro progetti, un’unica visione

In Sudafrica, il Relais & Châteaux Fyn Restaurant lavora a stretto contatto con la Riserva della Biosfera di Kogelberg e le Aree Protette della Regione Florale del Capo, sito Patrimonio Mondiale UNESCO. Lo chef Peter Tempelhoff ha scelto di costruire la sua cucina attorno alle specie autoctone, utilizzando ingredienti provenienti direttamente da questi ecosistemi unici. Parallelamente, promuove la coltivazione di piante indigene nelle fattorie di Fyn e sensibilizza sull’importanza di proteggerle, contrastando la raccolta illegale e rafforzando il legame tra gastronomia e conservazione ambientale.

In Francia, la Maison Pic diventa laboratorio di tutela del patrimonio culturale immateriale. La chef Anne-Sophie Picsi approvvigiona prevalentemente nei territori della Drôme e dell’Ardèche, aree caratterizzate da una forte vocazione all’agricoltura biologica. La collaborazione con UNESCO mira a valorizzare questo patrimonio agricolo e gastronomico, con l’ambizione, nel lungo periodo, di contribuire alla nascita di una nuova designazione UNESCO.
Cuore simbolico del progetto è l’Auberge du Pin, dimora storica della famiglia Pic, oggi al centro di un percorso di riqualificazione iniziato con la conversione biodinamica dei vigneti. Qui, la ricerca culinaria si intreccia con la reintroduzione di antiche varietà vegetali e con una visione che unisce biodiversità coltivata e selvatica.

Negli Stati Uniti, a New York, il Relais & Châteaux Eleven Madison Park rafforza il suo impegno nella educazione alimentare e nel sostegno alle comunità locali. Lo chef Daniel Humm collabora con produttori indigeni e agricoltori della Riserva della Biosfera Champlain–Adirondack, dando vita al Food Futures Lab: uno spazio di ricerca e condivisione dedicato all’innovazione nelle cucine a base vegetale. Attraverso studi di caso, documentazione delle conoscenze locali e programmi educativi, il progetto punta a creare un modello replicabile, capace di diffondere buone pratiche ben oltre i confini del territorio coinvolto.

In Giappone, il ristorante L’Effervescence affronta il tema delle pratiche di pesca sostenibili collaborando con le comunità delle isole di Amami Ōshima, Tokunoshima, Okinawa settentrionale e Iriomote, siti Patrimonio Mondiale UNESCO. Lo chef Shinobu Namae ha costruito una rete di pescatori e stakeholder locali che adottano metodi selettivi a basso impatto, come la pesca subacquea in apnea con l’arpione, affiancati da progetti di rigenerazione degli habitat marini, tra cui il ripristino delle foreste di alghe. Documentando e condividendo questo sapere tradizionale, l’iniziativa dimostra come l’attività umana possa diventare parte attiva nella cura degli ecosistemi marini, anziché una minaccia.
“Questi quattro progetti rappresentano la prima espressione concreta della nostra collaborazione con l’UNESCO. Onorando ingredienti autoctoni e dimenticati, preservando il patrimonio culturale e il savoir-faire, promuovendo l’educazione alimentare e sostenendo l’approvvigionamento sostenibile, questi chef rinomati di Relais & Châteaux incarnano i nostri impegni per una sostenibilità in armonia con il pianeta”, ha detto Laurent Gardinier, presidente di Relais & Châteaux.
“In qualità di Ambasciatore di buona volontà per la biodiversità dell’UNESCO, negli ultimi tre anni mi sono dedicato a promuovere la biodiversità e a ispirare il maggior numero possibile di persone a unirsi a questa missione collettiva. Nel mio ruolo di vicepresidente chef di Relais & Châteaux, ho l’onore di collaborare con una straordinaria rete di chef di oltre 800 ristoranti in 580 dimore e 65 Paesi per plasmare il futuro della gastronomia e il suo legame fondamentale con la natura. Credo che la cucina abbia il potere di trasformare il mondo. Non solo creando sapori, ma vivendo insieme: passando il tempo con gli altri, cucinando l’uno accanto all’altro e dando vita a momenti memorabili. Ma, soprattutto, significa ripensare i sistemi alimentari per promuovere la vita e l’armonia”, le parole di Mauro Colagreco, vicepresidente e chef di Relais & Châteaux.