La Turchia come non l’avete mai vista: in treno, dal cuore dell’Anatolia all’inverno di Kars

La Turchia come non l’avete mai vista: in treno, dal cuore dell’Anatolia all’inverno di Kars

A bordo del Touristic Eastern Express, tra paesaggi innevati, memoria storica e una delle cucine più autentiche del Paese.

Un viaggio di circa 24 ore che ha trasformato una semplice tratta in un’esperienza, dove il tempo non è un ostacolo ma parte integrante del racconto. Il Touristic Eastern Express, treno notturno che collega Ankara a Kars, è diventato negli ultimi anni uno dei simboli più riconoscibili del turismo ferroviario sostenibile in Turchia.

Il successo di questo treno non sta solo nella destinazione finale, ma nella filosofia che propone: rallentare, osservare, attraversare. In un’epoca dominata dalla velocità, il Touristic Eastern Express sceglie deliberatamente un’andatura pacata – poco più di 80 chilometri orari – che permette di seguire la metamorfosi del paesaggio anatolico. Dalle pianure dell’Anatolia centrale alle montagne dell’est, il viaggio diventa una sequenza continua di immagini: steppe, villaggi, altipiani e, in inverno, distese di neve che ridisegnano il territorio. Non a caso, i biglietti, disponibili solo pochi giorni a settimana, vanno esauriti in tempi brevissimi.

A rendere questa esperienza ancora più significativa sono le soste programmate lungo il percorso. Non semplici fermate tecniche, ma vere occasioni di scoperta. In base alla direzione, i passeggeri possono scendere dal treno e visitare città di grande valore storico e culturale, contribuendo a distribuire i flussi turistici al di fuori delle rotte più battute. Emblematica è la tappa di Divriği, sul tragitto di ritorno verso Ankara, dove la Grande Moschea e l’ospedale medievale – patrimonio Unesco – rappresentano uno dei capolavori assoluti dell’architettura anatolica.

La vita a bordo riflette la stessa idea di viaggio consapevole. Le carrozze letto, essenziali ma funzionali, diventano spazi da abitare più che da attraversare. C’è chi porta con sé cibo da condividere, chi improvvisa piccole convivialità nei corridoi, chi sceglie il vagone ristorante per una cena semplice prima di lasciarsi cullare dal rumore dei binari. Il treno si trasforma così in una comunità temporanea, dove il viaggio è fatto anche di incontri e scambi.

Quando si arriva a Kars, si entra in un territorio di confine, dove natura e storia si sovrappongono senza filtri. Una delle città più antiche dell’Anatolia, Kars conserva nel suo tessuto urbano tracce di epoche diverse: edifici di impronta zarista, ampi viali, spazi aperti che raccontano una regione da sempre attraversata più che posseduta. A pochi chilometri si estende Ani, sito Unesco dal 2016, antica capitale medievale nota come la “città delle mille e una chiesa”. Le sue rovine – chiese, moschee, mura e bagni – emergono dal paesaggio come testimonianza di una civiltà cosmopolita, fiorita lungo le rotte commerciali e poi lentamente abbandonata.

È però l’inverno a dare a Kars la sua identità più riconoscibile. A Sarıkamış, le piste da sci si snodano tra foreste di pini silvestri, su una neve celebre per la sua struttura fine e asciutta, spesso paragonata a quella alpina. Poco più in là, il Lago di Çıldır si trasforma nei mesi più freddi in una superficie ghiacciata percorribile a piedi, in bicicletta o in slitta trainata da cavalli. Qui, la pesca sotto il ghiaccio praticata dagli abitanti è un esempio concreto di equilibrio tra tradizione, ambiente e vita quotidiana.

Anche la tavola racconta una storia di sostenibilità e radicamento. La cucina di Kars si basa su prodotti locali e filiere corte, modellate da un clima rigido e da un territorio generoso. L’oca, consumata soprattutto in inverno, è il piatto simbolo della regione, ma il vero patrimonio gastronomico è rappresentato dai formaggi. Il Kars Kaşarı, a denominazione geografica, nasce dal latte di animali che pascolano su altipiani ricchi di oltre 1.500 specie floreali. Accanto a lui, gruyere, chechil e tuluk compongono una tradizione casearia che affonda le radici nei primi del Novecento.

Nel villaggio di Boğatepe, sede del primo Museo del Formaggio della Turchia, questa eredità è diventata un motore di sviluppo locale. Il Kars Cheese Route, primo itinerario tematico dedicato al formaggio nel Paese, collega musei, aziende agricole e villaggi, promuovendo un turismo gastronomico capace di generare reddito diffuso e tutelare le pratiche tradizionali. Degustazioni, incontri con i produttori e pranzi preparati dalle comunità locali trasformano il viaggio in un’esperienza di scambio autentico. Accanto ai formaggi, la cucina locale propone miele d’altura, mantı e una piccola ma significativa produzione vinicola dell’Anatolia orientale.

Anche le serate in città seguono questa logica di valorizzazione culturale. Le cene tradizionali diventano occasioni per assistere a aşık atışması, le sfide poetiche dei menestrelli, accompagnate da danze di matrice caucasica e menu che celebrano i prodotti del territorio, tra carne d’oca, formaggi, rakı e vini locali.

Il Touristic Eastern Express e Kars condividono, in fondo, la stessa visione: rallentare per comprendere meglio. In un momento in cui il turismo è chiamato a ripensare i propri modelli, questo viaggio su rotaia dimostra che esiste un’alternativa concreta, capace di unire mobilità sostenibile, tutela del paesaggio e valorizzazione delle comunità locali. Un modo di viaggiare in cui il percorso non è solo un mezzo, ma parte essenziale della destinazione.

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