Immaginatevi a Trafalgar Square, tra piccioni, venditori ambulanti, traffico e l’imponente mole della National Gallery. E lì, le file ordinate di visitatori pronti a entrare. Da vedere, per carità, ma Londra offre tanti tesori poco conosciuti e decisamente meno affollati. Eccone alcuni che valgono veramente una visita.
Benjamin Franklin House

Rimanendo in zona, a pochi minuti a piedi c’è la casa-museo dedicata a Benjamin Franklin dove il diplomatico, filosofo e inventore visse per quasi 16 anni durante la sua permanenza europea. La palazzina del 1730 è in stile georgiano, con modifiche del periodo vittoriano. Restaurata e aperta al pubblico dal 2006, si può visitare anche guidati da preparati volontari o, il fine settimana, da attrici in costume che interpretano Polly Stevenson, figlia della proprietaria di casa.
Charles Dickens Museum

Se siete fan del famoso scrittore, lasciatevi alle spalle il British Museum e fate una breve passeggiata verso est per visitare la casa dove Charles Dickens abitò per un paio d’anni con la famiglia e dove scrisse Oliver Twist. Già aperta ai visitatori dai primi del Novecento, è allestita come se i Dickens vi abitassero ancora, con mobili e atmosfere del tempo.
Leighton House

Dopo aver affrontato le folle negli imperdibili musei della scienza e di storia naturale, prendete il bus 49 verso High Street Kensington per arrivare a Leighton House, casa dell’artista vittoriano Lord Frederic Leighton che ne fece studio, dimora e spazio per intrattenimento. Gli interni sono davvero incredibili, frutto delle abilità creative di Leighton e spesso ispirati dai suoi viaggi in Medio Oriente. La casa ha anche un lussureggiante giardino e un bel caffè, entrambi accessibili senza un biglietto d’ingresso previsto invece per gli interni.
Dennis Severs House

Spostandoci nella City c’è un’altra gemma poco conosciuta: Dennis Severs House. Severs non era un personaggio storico bensì uno studioso americano che nel 1979, acquistò una casa ormai in rovina su Folgate Street, pittoresca stradina vicino Spitalfields. Con passione e determinazione la rinnovò e l’aprì al pubblico, ricreando la quotidianità di una famiglia di rifugiati ugonotti che qui potrebbe aver vissuto alla fine del Settecento. Le visite sono immersive: ogni piano è arredato e decorato nei minimi dettagli e, man mano che si sale, l’atmosfera cambia, passando dai sontuosi arredi del piano terra all’angusta soffitta della servitù. Una colonna sonora di voci soffuse e rumori domestici accompagna il percorso, che si svolgono per lo più in completo silenzio e, spesso, a lume di candela.
Ragged School Museum

Ci spostiamo nuovamente avventurandoci nell’East End, quartiere popolare e un tempo anche un po’ malfamato, oggi simbolo di rinascita. Qui non è una casa a raccontare la storia ma una ex scuola che ospita il Ragged School Museum. Le ragged schools — da rag, ‘straccio’ — erano le scuole gratuite destinate alle famiglie meno agiate. Il dottor Barnardo, che da studente sognava di partire come missionario in Cina, si rese conto che i bambini dell’East End, tra la devastante epidemia di colera, la miseria dilagante e la mancanza di servizi base, avevano un bisogno ben più urgente del suo aiuto.
Aprì così la scuola nel 1867 e, per trent’anni, continuò a istruire i piccoli del quartiere. La struttura è stata restaurata con grande cura: ambienti spaziosi e luminosi ospitano un equilibrato percorso tra apparati informativi, materiali fotografici e reperti storici. Imperdibile l’esperienza ‘scolastica’: ci si siede tra i banchi e si partecipa a una lezione tenuta da un’attrice in costume che, nei panni di una maestra severa ma giusta, interroga, controlla l’igiene e bacchetta senza esitazioni chi non si comporta come dovrebbe. Molto accogliente anche il caffè al piano terra, con vista sul tranquillo canale.