Passeggiate romane: gli indirizzi da appuntare

Passeggiate romane: gli indirizzi da appuntare

Boutique senza tempo, profumerie di nicchia, luoghi culturali: tre strade che raccontano un’inedita città, tra aneddoti e curiosità da insider.
Maison Halaby
Maison Halaby, Roma

Via di Monserrato: shopping aristocratico, tra sacro e profano

Prima di Tom Ripley, dandy senza scrupoli protagonista dell’omonima miniserie televisiva, via di Monserrato ha conquistato altre vite. Gli abitanti del palazzo cinquecentesco dove sono state girate alcune scene della produzione Netflix ricordano ancora l’orefice Elio Volpotti: negli anni 70, ragazze di Roma e dintorni venivano da lui per fare i buchi alle orecchie con un filo d’oro. La sua eredità è stata raccolta dai nipoti che, al civico 37, gestiscono la gioielleria di famiglia. Nella portineria dello stabile d’epoca, gli Antonelli – proprietari dell’intero immobile –, vendono il loro vino, servito durante gli aperitivi-concerto organizzati nel cortile interno, uno di quelli storici in città.

Spazio interno Chez Dédé. Foto di Daria Reina

L’arte fa da filo conduttore a questa strada acciottolata, ramificazione di Piazza Farnese, alternando espressioni pop, come le mattonelle dei bagni del Caffè Perù firmate da Giancarlino, a reminiscenze settecentesche, ad esempio l’Edicola Sacra Madonna del Buon Consiglio Incoronata. Sullo stesso lato di questo tabernacolo si trovano artisti di diversa sensibilità: da Gilbert Halaby, creativo di origine libanese che ha trasformato la sua Maison Halaby in un salotto culturale, a Chez Dédé, chiccosa boutique di Andrea Ferolla e Daria Reina. Si può prenotare un appuntamento privato con la designer di gioielli Delfina Delettrez Fendi, noleggiare un dvd da Hollywood, la prima videoteca in Italia specializzata in cinema d’autore o perdersi tra giacche in stile haori e yukata dell’atelier Aki – Antichi Kimono, una dichiarazione d’amore al Giappone.

Via Vittoria: un concentrato di profumo che lascia la scia

Non è solo il nome a conquistare, ma anche il suo profumo. Quale? Dipende dal civico. Nei circa 250 metri di strada che collegano via del Corso a via del Babuino è un susseguirsi di vetrine dedicate al mondo della profumeria artistica. Al numero 28 c’è Le Labo, brand newyorkese che nel 2026 compirà vent’anni, famoso per imbottigliare le fragranze al momento (la più sentita è sicuramente Santal 33) con possibilità di personalizzare l’etichetta in 23 caratteri. Di fronte, si trova Pantheon Roma, un omaggio al Rinascimento e alla Città Eterna, tra la figura di Raffaello, la sua tomba custodita proprio nel tempio romano dedicato agli dei, Margherita Luti, amante del pittore, e ai luoghi del loro amore che hanno ispirato i nomi delle composizioni, da Trastevere a Il Giardino, quello segreto dei loro incontri.

Profumeria artistica Campomarzio70

Uno spruzzo su tutti? Annone, se vi piace la famiglia degli orientali e i profumi da scia. Piuttosto che acquistare una delle profumatissime referenze tra gli scaffali di Campomarzio70, regalate l’esclusivo percorso olfattivo con tanto di buono da spendere in negozio. L’esperienza è amplificata dalla bellezza dei pezzi unici sparsi qua e là come si fosse in una galleria d’arte contemporanea. Avete mai partecipato a una degustazione di fragranze al bancone di una profumeria? I calici olfattivi di Bar à Parfums, showroom della coppia torinese formata da Giovanni Gaidano e Renata De Rossi, sono una vera e propria passeggiata aromatica. I nerd del profumo qui troveranno anche un angolo di rarità e prodotti senza tempo.

Via del Boschetto: la moda ti fa bella, meglio se vintage

Boutique Tina Sondergaard, via del Boschetto

Oltre a essere costellata di artigiani e artisti, dallo studio di Chiara Rapaccini, aka Rap, designer e illustratrice (sapete che è stata la moglie di Mario Monicelli?), alla Galleria del pittore siciliano Salvatore Pulvirenti, via del Boschetto conta un numero significativo di negozi vintage. Se Pulp e Blue Goose sono ormai un punto di riferimento nel genere, l’ultimo in ordine di tempo si chiama Cavalli e Nastri, insegna milanese che per l’inaugurazione romana avvenuta a metà dicembre 2024 ha coinvolto un’altra memoria storica e artistica di Rione Monti, Roberto Di Jullo, professore di disegno, pittore e incisore che tutti chiamano “Il Principe”.

Qualche vetrina più avanti, come accade in Danimarca, nazione dalla quale proviene, Tina Sondergaard ha sdoganato la moda rétro nel suo atelier: varcando la soglia di questo negozio sembra quasi di salire a bordo di una DeLorean che trasporta negli anni 50 tra gonne voluminose, scolli a V e tanti pois. Per chi vuole distinguersi dalla massa c’è Kokoro, laboratorio sartoriale che lavora con stoffe e tessuti ricercati, molti dei quali scoperti in Asia da Benedetta Piccirilli, proprietaria della boutique insieme al compagno David Anav. Il Giardino del Tè è stato tra i primi in città a specializzarsi in miscele di nicchia, infusi e tisane aprendo nel 1998 e diventando un punto di riferimento per la qualità della selezione. Chi volesse ampliare la propria collezione di vinili non resterà deluso dalla selezione di Radiation, veterano sulla mappa dei rivenditori di LP.

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