Tuk-tuk e motorini sfrecciano tra strade perennemente intasate. File di auto si incastrano come in una partita a Tetris mentre tutt’intorno esplodono colori, profumi e sorrisi che rendono l’atmosfera unica: è così che, a primo impatto, si svela Bangkok. Una città dai mille contrasti, caotica ma irresistibilmente travolgente, dove moderno e antico convivono in un dialogo armonico e pacifico. Quartiere dopo quartiere, la metropoli rivela un fascino profondo che seduce con la sua aura magica e lascia un’impronta capace di imprimersi nella memoria, anche in sole 24 ore.

Il buongiorno si vede dalla colazione e, come dicevano i latini, de gustibus non disputandum est. C’è chi preferisce quella continentale proposta in hotel ma, per vivere davvero la città, bisogna scoprire i suoi sapori più autentici. E, soprattutto, scegliere i posti frequentati dai locali. Dimenticate per una volta cornetto e cappuccino: qui al mattino il pasto è salato. Per assaporare qualcosa di veramente tipico, l’ideale è fermarsi al Silom Soi 20, un vivace mercato pieno di bancarelle dove gli abitanti si ritrovano per gustare piatti come il Kuay Jab, una zuppa arricchita da noodles, carne, spezie e verdure, e il riso con coscia di maiale brasata.

Tra tradizione e canali
Appagato l’appetito, ci si sposta poi verso la Bangkok occidentale dove, lontano dalle zone più affollate, lo scenario cambia completamente. Lungo il canale Khlong Bangkok Yai, un’area di grande importanza culturale e storica, si svela una rete intricata di canali – i khlong – circondati da antiche case di legno su palafitte. Alcune sono ancora abitate mentre altre sono state trasformate in spazi turistico-culturali. Come l‘Artist House Bangkok che, situata all’interno di un edificio tradizionale con più di 200 anni di storia, offre una varietà di esperienze. Oltre a un caffè accogliente, la casa ospita una galleria d’arte dove gli artisti locali espongono le loro opere, tra dipinti, sculture e installazioni. I visitatori hanno anche l’opportunità di partecipare a laboratori creativi o di assistere a uno spettacolo di marionette thailandesi.

La vera magia si svela in acqua quando, all’improvviso, tra il Dan Canal e il Chak Phra Canal si viene sorpresi dalla maestosità del Phra Buddha Dhammakāya Thepmongkhon, maestosa opera che svetta in cielo a 69 metri d’altezza, affiancata dal tempio Wat Paknam Phasi Charoen. Un luogo sacro che ospita la statua in cera — molto realistica — di Luang Por Sodh (maestro spirituale e guida del tempio) e il Buddha ricoperto d’oro, venerato dai fedeli che lo onorano con offerte e preghiere. Durante i rituali i devoti, dopo aver acceso l’incenso, scuotono una scatola cilindrica contenente una serie di bastoncini numerati fino a farne uscire uno, al quale è associato un messaggio che annuncia buona o cattiva sorte.

Spostandosi sulla riva destra del fiume Chao Phraya, si erge maestoso il Wat Arun, complesso di edifici sacri e statue di grande impatto scenografico. La sua bellezza è esaltata dalle ceramiche colorate e dai motivi tradizionali thailandesi che ornano la torre maggiore – detta prang – alta circa 81 metri circondata da quattro minori che caratterizzano l’iconico Tempio dell’Alba. Un luogo esperienziale intriso di spiritualità dove, secondo la tradizione, prima di pregare o fare offerte all’interno dell’Antica Sala dell’Ordinazione (Ubosot), si suona il gong tre volte. Un gesto di devozione per il Buddha e di ringraziamento verso i monaci, considerati divulgatori dei suoi insegnamenti.
Un’altra usanza curiosa si scopre visitando il Santurario del re Taksin: passare sotto al suo letto è considerato un gesto di buon auspicio da molti thailandesi. Al termine della visita, vale la pena concedersi una dolce sosta: proprio alle spalle del Wat Arun si trova Peacock Gate, un banchetto che propone diverse varietà di Kamon Krok, frittelle a base di latte di cocco, farina di riso e zucchero, arricchite con erba cipollina, mais o banana.
Dal mercato dei fiori al centro commerciale MBK

Si cambia sponda salendo a bordo del battello espresso che porta fino a Tha Tien (N8), dove ci si può accomodare ai tavoli del ristorante The Deck. Qui, mentre si gusta un ottimo Pad Thai, si può godere della vista privilegiata offerta dalla terrazza posizionata proprio di fronte al Wat Arun. Non lontano si trova il principale mercato dei fiori di Bangkok, il Pak Khlong Talat che, aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, è particolarmente frequentato durante le ore notturne. Di banco in banco, si viene sopraffatti da un’esplosione di colori e profumi tra orchidee, rose, crisantemi, calendule e fiori di loto provenienti da tutto il Paese. Mazzi di ogni misura ma anche numerosissime ghirlande – note come phuang malai – preparate a mano.

I fiori hanno un significato profondo e sono usati sia come omaggio personale che come offerta spirituale. Secondo la tradizione buddista, in molte abitazioni thailandesi si trova una “casa degli spiriti”: un piccolo altare esterno adornato da statue dove, ogni giorno, vengono depositati fiori o cibo in onore degli spiriti benevoli, con l’intento di invocarne la protezione.
Ultima tappa, irrinunciabile lo shopping al gigantesco centro commerciale MBK, sito vicino al Bangkok Art and Culture Center. Con i suoi otto piani e centinaia di negozi — dall’elettronica ai souvenir, dai cosmetici ai gioielli fino ai centri benessere — è un vero labirinto. Non mancano food court e ristoranti che, distribuiti su ogni livello, offrono una ricca varietà di street food thailandese ma anche proposte internazionali. Un consiglio: vale la pena studiare la mappa al fine di individuare i punti di interesse ed evitare di sentirsi smarriti.
COMO Metropolitan Bangkok: tra gusto e benessere

Dopo una giornata trascorsa nel trambusto metropolitano, è possibile trovare il proprio buen retiro al COMO Metropolitan Bangkok, oasi felice del Central Business District. Qui l’arte thailandese incontra l’estetica italiana della designer Paola Navone (OTTO Studio) che ne ha curato il recente rinnovo. Fin dall’ingresso, gli interni trasmettono un immediato senso di pace, celebrando creatività e autenticità. Una volta in camera — 137 totali — a colpire sono in primis le finestre a tutta altezza che incorniciano lo skyline e il raffinato arredo di una semplicità quasi meditativa.
Tra una tazza di tè e massaggi olistici
La stanchezza svanisce, o almeno si attenua, non appena si varca la soglia della COMO Shambhala Urban Escape, la spa specializzata in terapie olistiche, dove si viene accolti da sorrisi calorosi e da un tè allo zenzero. Dopo aver scelto l’olio da utilizzare, ci si abbandona alle mani dell’operatrice per sperimentare il signature massage. Il trattamento viene eseguito utilizzando tecniche di massaggio fluide e ritmiche che, con un tocco consapevole, aiutano a rilasciare la tensione muscolare, a migliorare la circolazione sanguigna nonché a calmare il sistema nervoso. Dopo undici ore di volo, è un vero toccasana.

Nahm Restaurant, dove la cucina diventa viaggio
La giornata si può concludere tra le calde e raffinate atmosfere del Nahm Restaurant, ristorante stellato guidato dalla chef Pim Techamuanvivit. Il menu degustazione è un vero viaggio sensoriale: ogni portata celebra la tradizione thailandese privilegiando ingredienti locali serviti in ceramiche artigianali. Il locale, infatti, supporta attivamente le tradizioni, integrando la cultura gastronomica con un impegno verso la sostenibilità e il rafforzamento delle comunità locali. Dall’antipasto al dessert, i sapori — dolci, aspri, piccanti — si susseguono con ritmo e armonia raccontando la ricchezza della cucina di casa.
Tra le numerose portate pensate per essere condivise, il Life cycle of coconut cattura subito l’attenzione. Non un semplice dolce ma un concept gastronomico che celebra questo frutto esotico attraverso consistenze, temperature e lavorazioni diverse. Rientrati in camera, prima di chiudere gli occhi, merita uno sguardo l’avveniristico skyline di Bangkok illuminato da mille luci: nonostante il trambusto, la città sa davvero lasciare il segno.