Navigare è dolce a bordo di Satori

Navigare è dolce a bordo di Satori

Il veliero di Borgo Santo Pietro propone un’esclusiva esperienza di slow sailing, dalla Costiera alle isole dell’Egeo.
Satori, il veliero di Borgo Santo Pietro, è lungo 42 metri e può ospitare fino a 10 persone, equipaggio escluso. Foto di Stuart Pearce
Satori, il veliero di Borgo Santo Pietro, è lungo 42 metri e può ospitare fino a 10 persone, equipaggio escluso. Foto di Stuart Pearce

Se non fosse che il tender mi sta già aspettando puntuale nel porticciolo di Cetara, mi sarei fermato a pranzo al Convento di Pasquale Torrente per assaggiare nuovamente i suoi mitologici spaghetti con la colatura di alici, la prelibata specialità che ha reso celebre questo borgo marinaro della Costiera Amalfitana. Partiamo invece senza troppi indugi, ché non è elegante far aspettare una signora. Soprattutto in mezzo al mare. Lei si chiama Satori, ed è una goletta in legno di 42 metri. Dopo qualche minuto di navigazione sul tender, passato Capo d’Orso, eccola: ciondolante tra onde leggere, la silhouette slanciata, pronta a salpare l’ancora. È stato amore a prima vista. A bordo di questo veliero trascorrerò le successive quarantotto ore, esplorando la Costiera fino a Capri e poi Ischia, coccolato da un esperto equipaggio di otto membri.

Satori è il sogno realizzato di Claus e Jeanette Thottrup, una coppia di imprenditori danesi che nel 2001, durante un viaggio in Toscana, si è innamorata di un casale del XII secolo e lo ha trasformato in un boutique hotel, Borgo Santo Pietro, che oggi conta 22 suite e una spa all’avanguardia. Da quell’esperienza di ospitalità, e dalla loro passione per la vela, nel 2017 hanno creato questa imbarcazione di lusso che vuole celebrare un esclusivo slow sailing nei mari del Mediterraneo, dall’Argentario alla Croazia, alle isole dell’Egeo, e che può essere prenotata per un’intera settimana. L’exterior e l’interior design sono stati curati dalla coppia, e i dettagli sono strabilianti: rifiniture in mogano lucido e noce, pavimenti in teak, illuminazione ispirata alle imbarcazioni degli anni Venti, ampie vetrate panoramiche, sedute danesi Mid-Century. Tutto ha il sapore di un classico senza tempo.

A poppa si trova l’area lounge della barca. Foto di Borgo Santo Pietro

Mi accomodo a poppa, dove c’è un’area lounge, e faccio la conoscenza dei miei compagni di viaggio: Jules è una travel expert inglese, Tamara è una modella e influencer sudafricana. E naturalmente c’è Claus. Da qualche anno, a Borgo Santo Pietro, produce anche vino. E così, per festeggiare l’inizio della crociera, decide di servire “Per gli amici”, il suo rosé a prevalenza Sangiovese, fresco e delicato (non è l’unica bottiglia a bordo: sotto le scale si nasconde una piccola cantina con oltre 200 etichette di pregio). Il pranzo è pronto a centro ponte, dove si trova anche la cucina a vista, presidiata dallo chef turco Önder Çakar, che mi conquista subito con un’impeccabile versione di spaghetti alle vongole.

A poppa si trova l’area lounge della barca. Foto di Borgo Santo Pietro

Nel frattempo, davanti a noi, sfila la spiaggia di Atrani, il più piccolo comune dell’Italia meridionale. E poi ecco Amalfi, con la scintillante cupola giallo-verde del Duomo. Mancano due ore prima di raggiungere Capri, ne approfitto per prendere possesso della mia cabina, tra le cinque disponibili a bordo (una può essere trasformata in una piccola spa privata con tanto di bagno turco): è un rifugio di charme, dotato di tutte le amenities di un hotel, compreso un beauty kit firmato Seed to Skin, l’eccellente linea cosmetica naturale che viene prodotta a Borgo Santo Pietro. Dopo un tuffo rinvigorente nei pressi della Grotta Verde, scegliamo un dress code adeguato per scendere a terra e sfilare sulla “passerella” per antonomasia: la piazzetta di Capri. Torniamo a bordo all’imbrunire, pronti per assaggiare una ricciola locale pescata poche ore prima e cucinata alla griglia.

Il giorno dopo ci muoviamo verso Ischia e ci fermiamo proprio davanti all’imponente Castello Aragonese, una fortificazione costruita su un isolotto di roccia vulcanica che è collegato al resto dell’isola tramite un ponte di 220 metri. La giornata trascorre pigra, tra un’uscita in acqua con il seabob (la barca dispone di tutti i “giocattoli” indispensabili, dal jet ski al sup) e un bagno di sole. Verso sera ci muoviamo in direzione di Vico Equense, dove il mare è più docile. A cena lo chef Çakar ha finalmente modo di esprimere le proprie radici culinarie e così porta a tavola, per la nostra felicità, un carosello di meze (la tipica selezione di antipasti) e un succulento kebab. Satolli, ci prepariamo al cinema sotto le stelle.

Cinema all’aperto. Foto di Stuart Pearce

A prua, infatti, c’è uno schermo pieghevole dove guardare un film, comodamente sdraiati sul grande lettino prendisole davanti alla plancia, con tanto di popcorn. Ve lo posso garantire: non ho mai visto una sala en plein air più romantica di questa. Motivo per cui, all’unanimità, scegliamo di guardare per la ennemillesima volta Notting Hill. E per la ennemillesima volta, la più inverosimile delle storie d’amore ci conquista inesorabilmente. Anche qui, davanti alla spiaggia di Seiano. Dopo una notte di calma piatta, e una colazione con pancakes, frutta fresca e due perfette uova all’occhio di bue, è il momento di salutare Satori. È stato dolcissimo navigare in questi mari con lei.

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